Vocazione universale all’amore
Spesso, in un momento di sconforto e di smarrimento molti si chiedono che senso abbia la loro vita.
La decisione di Adamo ed Eva di conoscere il male ci ha fatto perdere la possibilità di vivere senza sperimentare la malattia, la sofferenza e la morte. Oggi più che mai le persone sono chiuse in loro stesse, cercando la felicità nel benessere che pochi raggiungono non trovandola, mentre la maggioranza, come Lazzaro si debbono accontentare dalle briciolo che cascano dalla tavola del ricco Epulone.
Per aiutarci Cristo ci offre la possibilità e l’aiuto per potere vivere la nostra vita in modo positivo, benché contornati da tanto male, e cioè chiama tutti a vivere la propria vita amando il prossimo e cioè una chiamata universale all’amore. Questa chiamata può essere vissuta su tre strade diverse.
Nessuna delle tre è migliore delle altre e nessuna peggiore delle altre. Su ciascuna ci sono gioie e dolori. CIASCUNO HA LA PROPRIA VIA CHE LO PORTA AL PARADISO.

Il Celibato
Non tutti sono chiamati al matrimonio, o alla vita religiosa o sacerdotale. Queste persone possono avere un vita piena e bella dedicando le loro energie a fare del bene e le opportunità non mancano nella società e nella Chiesa che ha bisogno di loro.
Più faranno del bene e più saranno felici e diventeranno santi. Il prof. Moscati, medico di Napoli ne è uno stupendo esempio e ce ne sono tantissimi altri sparsi per il mondo e per lo più nascosti.
Le responsabilità e gli impegni di una famiglia e del sacerdozio limitano per forza il tempo e le energie che invece hanno a disposizione i celibi. Magari si moltiplicassero nella Chiesa, nelle ONG, nel volontariato, nella ricerca scientifica… Molti grandi geni erano celibi.
Il matrimonio
Il matrimonio è un mezzo di santificazione in due.
Cristo lo ha elevato al livello di sacramento per aiutare gli sposi ad amarsi di un amore spirituale non umano e cioè ad un grado di amore che supera i limiti umani. L’indissolubilità è la garanzia che vi è sempre una soluzione a qualsiasi difficoltà. Se la soluzione viene ricercata in due non diventa un dramma. Se solo da parte di uno diventa molto più difficile ma non impossibile. Ricordando la promessa di amare anche nei momenti di male e ricorrendo alla promessa di Gesù di non fare mancare le sue grazie, si può riuscire a mantenere la promessa di fedeltà e di amarsi anche nella malattia e nei momenti di grande prova.
Oggi si da per scontato di essere capaci di amare perché è una cosa naturale istintiva. Le sontuose nozze, per lo più, sono come la favola di Cenerentola, quando suona la mezza notte e cioè quando arrivano i problemi si perde altro che una scarpa.
Non dimentichiamo che i vizi capitali, i difetti, il limiti dell’uno e dall’altra troppo facilmente mettono a dura prova e distruggono l’amore umano. Ad amare invece, si dovrebbe imparare già da piccoli a casa con l’aiuto dei genitori. Poi nella cosiddetta età dell’amore è utile cercare chi può aiutare i fidanzati a fare crescere il loro amore ed evitare che rimanga un bonsai perché la sessualità vissuta male e precocemente non fa crescere né le radici, né i rami.
Aiuto per coppie di fidanzati e sposati
Per aiutare e supportare i fidanzati e le coppie già sposate, offriamo i seguenti aiuti:
- Colloqui personali
- Atto di affidamento nel periodo di discernimento affettivo dei fidanzati sotto la guida della Madonna e San Giuseppe. Coloro che l’hanno fatto si sono trovati in uno dei seguenti casi: si sono sposati e lo sono tuttora, oppure si sono lasciati senza traumi e rancori.
- Atto di affidamento della propria famiglia alla Vergine Maria.
- Alcuni libricini scritti dai Padri per aiutare gli sposi nei momenti di difficoltà.
- A che punto è il mio matrimonio?
Il sacerdozio e la vita religiosa
Il sacerdozio imprime sull’anima un carattere indelebile che rimane per l’eternità.
L’espletamento del ministero sacerdotale con amore, permette di rendersi conto e di immedesimarsi in Cristo quando diceva che aveva compassione delle folle perché erano pecore senza pastore. Nella famiglia l’amore è rivolto al coniuge, ai figli, propri genitori. Il sacerdote ha un’infinità di sorelle, fratelli, genitori e di figli spirituali ai quali dare amore. Più il suo cuore sarà grande e quindi capace di sacrificarsi per essi, più egli sarà felice.
Non sentirà mai la solitudine, la necessità di svagarsi. La fonte che alimenterà questo suo amore la troverà ai piedi del Tabernacolo dove Cristo lo accoglierà sempre, lo conforterà nelle difficoltà e lo guiderà.
La Vergine Maria è per il sacerdote Madre tenera e premurosa. Il sacerdote che l’ama veramente come madre spirituale non avrà mai momenti importanti di sconforto e non sentirà mai il bisogno di andare in giro a cercare chissà cosa, che col pericolo di mettere a repentaglio la sua vocazione.
A coloro che chiedono la dispensa di vivere in castità gli viene accordata, ma rimangono comunque sacerdoti in eterno.
La maggior parte di loro, dopo un certo periodo di tempo, si rende conto di avere sbagliato e chiede di rientrare e riprendere il ministero. Come mai? La grazia del sacramento vince le debolezze umane.